██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Bisignano
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwgaBisignano (mwgqBisignanu in dialetto localecite-ref-3[3]) è un mwhgcomune italiano di mwhw9 424 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjaprovincia di Cosenza in mwjqCalabria.
Contents
• Storia
• Origini
• Simboli
• Duomo
• Società
• Economia
• Sport
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Geografia fisica
È posta a 350 metri sul livello del mare sulle ultime propaggini collinose della mwkqSila greca, a dominio della valle del mwkgCrati. mwkwsede vescovile dall'mwlaVIII secolo, vanta i ruderi di un castello bizantino-normanno e la cattedrale, risalente al mwlqXIII secolo ma quasi interamente rifatta.
Nicola Leoni, nel libro mwlwDalla Magna Grecia e delle Tre Calabrie del 1845 descrive Bisignano così: «La città ha belli edifici, più parrocchie, un seminario, più monasteri, un monte di pietà. Educa un popolo di 4450 individui civili industriosi. È celebrata per le bellissime razze di cavalli. Si allontana da Cosenza a 20 miglia. La famiglia Sanseverino vi ebbe signoria. Ampio fertilissimo n'è il territorio che si distende in vallate, in aprici colli deliziosi, piantati di ulivi, di viti, di gelsi, e di tutta la numerosa famiglia dell'ubertose piante, irrigato da limpidissimi rivi. La Cattedrale col titolo dell'Assunta è di bell'architettura.»
Storia
Origini
Non si conoscono con esattezza quali furono gli albori della città; alcuni storici antichi, e tra questi il Barrio, raccontano che il fondatore fu un tale mwmwBescio, il quale condusse Aschenez, pronipote di mwnaNoè, fino in mwnqCalabria, dandole il nome di mwngBescia, che i mwnwGreci e i mwoaRomani cambiarono in mwoqBesidia. Altri storici, invece, fanno risalire le origini agli mwogAusoni. Certamente nel IV secolo a.C. Bisignano era una delle principali città della mwowConfederatio Bruttiorum (vedi mwpaBruzi).
I numerosi ritrovamenti testimoniano comunque le antichissime e importanti origini della Città, in periodi storici che risalgono al XV e XIV secolo a.C. I siti archeologici di Bisignano nelle località di Mastro D'Alfio e di Comò custodiscono, sepolte, le vestigia della Bruzia Besidiae. In particolare, nella zona di Mastro D'Alfio, affiora, dal cumulo di terra che lo ricopre, un forno di età greca a due bocche e nella medesima zona furono ritrovate le grandi giare del mwpgIV secolo a.C. custodite nel Museo della Sibaritide. Notizie della città sono già note intorno al mwpw205 a.C., quando alleata di Annibale, nella battaglia di Campovile, sconfisse i Romani.
Sede vescovile
Per carenza di documentazione sono altrettanto ignote sono le origini di Bisignano sede vescovile. Secondo l'arcidiocesi Cosenza-Bisignano, è attendibile l'ipotesi che stabilisce che la diocesi di Bisignano sia stata istituita a cavallo dei secoli VII e VIII, subentrando a quella di Thurii, di cui noi si hanno più notizie dal 680. Il primo vescovo che risulta da un documento ufficiale del 743 è Auderamus, il quale partecipa al sinodo convocato a Roma da mwqgpapa Zaccaria nel 745. mwqwNiceforo II Foca, imperatore bizantino, nel 963 riconquisto la Calabria scacciando i mwraLongobardi dalla valle del Crati imponendo il rito Bizantino anche alla Diocesi di Bisignano. Ma già nel 983, mwrqpapa Benedetto VII la assegna alla metropolia di Salerno, come risulta dalle bolle papali del 986 e del 1058. La posizione però è contraddittoria fino all'XI secolo in quanto per le fonti greche Bisignano dipende da Reggio Calabria, mentre per quelle latine da Salerno. Secondo l'arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, Bisignano era il confine tra il dominio longobardo e quello bizantino e quindi, molto probabilmente, non era soggetta a nessuna di esse. Dopo il mwrgconcordato di Melfi, periodo normanno, la diocesi di Bisignano è ricordata nel mwrwLiber Censum della Chiesa di Roma come "Domini Papae", ovvero era soggetta direttamente alla Sede Apostolica. Notizie più precise circa i confini e i possedimenti della Diocesi si hanno dal momento in cui fu redatta, da parte del vescovo Ruffino, la Platea, dalla lettura della quale emerge la presenza in Bisignano di monasteri Basiliani e latini, chiese parrocchiali, rurali e luoghi culturali, menzionati successivamente in numerosi documenti ecclesiastici i quali dimostrano un'intensa e continua vita religiosa. Nel 1806 furono espropriate le terre ecclesiastiche in Bisignano e nel 1809 furono soppressi i Monasteri dei Domenicani, dei Cappuccini, dei Conventuali, dei Paolotti, dei Riformati e il Terz'Ordine dei Santa Maria delle Grazie. Nel 1818 la Diocesi di Bisignano è stata unita a quella di San Marco Argentano e nel 1979 è stata definitivamente unita all'arcidiocesi di Cosenza.cite-ref-4[4]
Dominazione romana
Nelle fonti latine Baesidiae compare negli mwtgmwtwAb Urbe Condita di mwuaTito Livio insieme alle altre città della Confederazione dei mwuqBruzi, là dove vengono narrate le conseguenze della sconfitta annibalica di mwugZama del mwuw202 a.C. in mwvaItalia. L'antica Bisignano, il cui nome antico nelle fonti romane non è altrimenti attestato, insieme alle alleate avrebbe interrotto l'alleanza con i mwvqCartaginesi e sarebbe passata allora sotto il controllo del console romano mwvgGneo Servilio Cepione.cite-ref-5[5]
Dominazione longobarda
Dominazione bizantina
Dominazione normanna
La città era Comune nel mwba1061 guidata "dai consigli" di Pietro De Turra (fatto prigioniero da mwbqRoberto Guiscardo per ottenere la resa della cittàcite-ref-8[8]).
Nel 1056 Bisignano, Cosenza e quasi tutta la Calabria Citra furono costrette a pagare un tributo e prestare servigio ai Normanni grazie ad un'astuzia di Roberto D'Altavilla, detto, dopo questo episodio, il Guiscardo. Sotto le mura di Bisignano Roberto D'Altavilla chiama a colloquio Pietro Turra, ricchissimo signore di quella città, per risolvere alcune questioni sorte tra i Bisignanesi e i Normanni che vivevano nella vicina San Marco. Mentre i due signori discorrevano sotto gli occhi dei Bisignanesi da un lato e i Normanni dall'altro, Roberto, con un movimento repentino, afferra Pietro, di forme smisurate, a metà del corpo e se lo mette in spalla correndo verso i suoi uomini. I Bisignanesi, colti di sorpresa corrono verso Roberto D'Altavilla per liberare Pietro Turra arrivando ad azzuffarsi con i Normanni, e mentre questi si azzuffano, Pietro invano si sforza, con i piedi e con le mani, di divincolarsi. Roberto lo attanaglia sempre più, ora rotolandosi sul terreno, ora spingendolo alla meglio, ora trascinandolo, riesce a farlo prigioniero. Pietro Turra ottenne la libertà solo dopo aver pagato un riscatto di 20.000 scudi.cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]
Dal Medioevo al XX secolo
Nel mwgq1461 con Luca Sanseverino, figlio di Antonio Duca di San Marco, ha inizio la dinastia dei Principi di Bisignano e la città diviene capoluogo del principato fino ai primi del mwggXIX secolo oltre che protagonista delle alterne vicende legate alla fortuna militare e politica del casato dei mwgwSanseverino.
Nel mwhq1508 furono gli Aloise a regnare su Bisignano dopo una battaglia contro i Sanseverino e proprio quest'ultimi vennero spodestati sia da San Marco che da Bisignano; il regno degli Aloise durò 21 anni, a capo del regno ci fu Francesco Aloise, nel mwhg1529 i Sanseverino si ripresero Bisignano e San Marco, gli Aloise riuscirono a fuggire e si recarono verso Catanzaro.
La città di Bisignano fu governata da una florida aristocrazia facente parte di un Seggio o Sedile chiuso, cioè del quale si poteva entrare a fa parte solo con il consenso unanime di tutti gli altri componenti del Seggio stesso. Tale Seggio era preesistente all'infeudamento alla Famiglia Sanseverino, poiché risalente al 4 gennaio 1339, con privilegio di Re Roberto d'Angiò confermato da Giovanna I e da Ladislao. Nell'atto di ricostituzione dei capitoli del Seggio del 2 aprile 1645 per Notaio Giovan Tommaso Oliverio (n. 215, Vol. 13, fol. 10, conservato presso l'Archivio di Stato di Cosenza) sono presenti i rappresentanti delle seguenti famiglie, alcune ancora esistenti: Acervo, Alitto, Aloise (o Loise), Caro Caruso, Catapani, Cosentini, Fasanella, Fede, Ferraro, Gaeta, Gioppa, Granata, Herrico, Laymo, Loe, Longo, Luzzi, Maldotto (o Maddotti), Pisa, Rende, Ripulo, Rodà, Rosa, Rossi, Russo, Solima, Trentacapilli, Valle, Ventre, Zazzo. Con atto del 27 aprile 1672 per Notar Muzio Verderame (n. 254, Vol. 8, fol. 7, presso l'Archivio di Stato di Cosenza), si aggiunsero le famiglie Rogliano e Boscarelli. Infine, con atto del 14 gennaio 1721 per Notar Marzio Castagnaro (n. 107, presso l'Archivio di stato di Cosenza) venne ammessa al Sedile di Nobiltà la famiglia Gallo. Il Governo da parte del Seggio dei Nobili cessò con la legge napoleonica di eversione della feudalità, il 2 agosto 1806. Delle predette famiglie risultano tuttora sicuramente esistenti le seguenti: Loise, Fasanella e di Fasanella d'Amore, Rende (anche detta Rende Altomonte) e Rende Granata, Solima, Trentacapilli, Boscarelli.
I rovinosi mwiqterremoti ed in particolare quello del mwig1887 portarono alla distruzione di gran parte del cospicuo patrimonio monumentale della città. La diocesi di Bisignano vanta tradizioni storiche millenarie: fu eretta probabilmente tra il mwiwVII e l'mwjaVIII secolo. Nel mwjqX secolo apparteneva alla mwjgprovincia ecclesiastica dell'mwjwarcidiocesi di Reggio Calabria e adottava il mwkarito bizantino. Nel mwkqXIII secolo la diocesi, ben definita nei suoi confini, vantava una numerosa presenza di chiese e conventi. Nel mwkg1818 la diocesi fu unita a quella di mwkwSan Marco Argentano, mentre dal mwla1979 è stata unita a quella di Cosenza. Il patrimonio artistico e culturale di Bisignano è particolarmente interessante ed è concentrato nel centro storico, tra i quartieri di: Piazza, Piano, Giudecca, San Simone, Santa Croce, San Zaccaria, San Pietro e Cittadella.
Invasione delle Locuste [ 11 ]
A margine di un registro notarile, tenuto dal Notaio Pietro Paolo Mazzei, c'è scritto che il 12 luglio 1595 giunsero a Bisignano una gran quantità di locuste, le quali rovinarono, per diversi giorni, tutti gli orti e i campi coltivati, nonché i querceti, creando un notevole danno all'economia locale.
Il popolo, per risolvere il problema sopraggiunto si rovolse ai santi portando in processione per il paese, dapprima il Santissimo Sacramento, quindi la statua della Santissima Maria Addolorata. Dopo otto giorni dalle processioni, scrive il Notaio, le locuste scomparvero da Bisignano.
Alluvione [ 11 ]
Lo stesso Notaio Pietro Paolo Mazzei, racconta, sullo stesso registro notarile, che «da domenica 3 settembre 1595, fino al giorno successivo, su Bisignano si è abbattuta una pioggia intensa e ininterrotta che provocò frane e seri danni, oltre alla morte di una persona. Il Fiume Moccone (mwogMucone) straripò portando alberi e carcasse di animali dalla Sila.»
Simboli
Lo stemma e il gonfalone di Bisignano sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 6 febbraio 1978.cite-ref-acs-12-0[12]
Gaetano Gallo, nel suo libro intitolato mwrgBisignano, arte storia folklore dice che lo stemma di Bisignano rappresenta un mwrwcavallo bianco sfrenato che esce da due monti, alzando le zampe anteriori in atto di saltare sopra un campo azzurro. Aggiunge inoltre che in un disegno pubblicato da "Ughellus Fernadus", nel 1644, non vi fosse l'albero che appare, per la prima volta nella stampa che mwsaGiovan Battista Pacichelli pubblicò nel suo libro mwsqRegno di Napoli in prospettiva.
Spiega, Gaetano Gallo, che il cavallo in esame, a prima vista, sembrerebbe alludere al pregiatissimo allevamento di tali animali durante l'epoca Aragonese, ma il carattere del cavallo, sfrenato, ovvero galoppante senza guida, allude a ben altro. Bisignano nel 1020, come Amalfi e Gaeta fu proclamata Città godendo così di una piena libertà civile, reggendosi a libero municipio con forma repubblicana, mentre intorno a lei la terra veniva contesa fra i longobardi e i normanni. Il significato di libertà è confermato dai due monti che il cavallo sforza e travolge impetuosamente. Il Gallo precisa che non bisogna tener conto dell'albero, in quanto è stato aggiunto successivamente. Riguardo ai colori: il verde nasconde due significati, il primo esprime speranza, promesse future, mentre il secondo completa il significato di libertà espresso dal cavallo che galoppa senza guida in una prateria. Il bianco del cavallo indica il comando, mentre l'azzurro esprime lustro, splendore e regalità.cite-ref-13[13]
Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di azzurro.
Onorificenze
Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica»
—
24 marzo
1994
Monumenti e luoghi d'interesse
Nella città di Bisignano sono presenti più di 15 Chiese: la chiesa concattedrale, il santuario di Sant'Umile, la chiesa di San Domenico, la chiesa di San Francesco, la chiesa dell'Immacolata, la chiesa di Santa Maria del Popolo, la chiesa di Santo Stefano, la chiesa dei Cappuccini, la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, la chiesa di San Pietro, la chiesa di Santa Maria de Justitieris, la chiesa di Sant'Andrea, la chiesa di San Bartolomeo, la chiesa della Pietà detta della Conicella, nonché una seconda omonima chiesa dedicata alla pietà e una recente chiesa dedicata a san Tommaso apostolo.
Santuario di Sant'Umile
Il santuario di Sant'Umile, conosciuto come “Convento la Riforma”, è stato fondato dal beato Pietro Cathin, inviato da san mwwwFrancesco d’Assisi. Nella metà del 1400 vi dimorarono i mwxaMinori Osservanti che lasciarono il posto, verso la fine del 1500, ai Minori Riformati (mwxqOrdine francescano). Il portale, che risale al XV secolo è sormontato dallo stemma dei Principi Sanseverino e dal monogramma cristologico di san mwxgBernardino da Siena, conduce nella navata centrale la quale culmina nell'abside, su cui è posta la scultura lignea di mwxwGesù Crocefisso, opera di frate mwyaUmile da Petralia e risalente al 1637 (anno della morte di sant'Umile). All'interno del convento si trova una scultura marmorea raffigurante la mwyqMadonna delle Grazie, attribuita alla scuola di mwygAntonello Gagini (1537), e un dipinto su tela raffigurante il mwywMartirio di san mwzaDaniele Fasanella a mwzqCeuta, opera di un ignoto pittore napoletano della scuola di mwzgLuca Giordano. Naturalmente è possibile visitare la cella di sant'mwzwUmile da Bisignano, che oltre a custodire varie reliquie del santo, conserva un dipinto del XVIII secolo, a lui dedicato. La cappella dedicata a sant'Umile risale all'anno della sua beatificazione, 1882, anno cui è databile anche la prima statua lignea del santo. Dalla chiesa si accede al chiostro duecentesco. Su una colonnina vi è incisa la data di fondazione del convento (1222).cite-ref-14[14]
Duomo
La “Cattedrale” è intitolata a Santa Maria Assunta presenta forme architettoniche tipiche del periodo normanno. I molti terremoti hanno danneggiato la cattedrale che, prima dei rifacimenti, presentava una facciata con tre porte che immettevano nelle navate interne, sullo stesso stile della mw1wcattedrale di Cosenza. L'interno è in tre navate terminanti con tre absidi. La navata centrale presenta decorazioni a tempera raffiguranti scene della vita della Madonna e di Cristo, eseguiti negli anni ‘30 dal pittore Emilio Iuso da Rose. Sull'abside centrale, originariamente affrescata con scene dell'Assunzione di Maria, è stato aggiunto, durante l'episcopato di monsignor Rinaldi (1956 - 1977), un mosaico raffigurante lmw2a'mw2qImmacolata Concezione.cite-ref-15[15]
La biblioteca
Fu costruita dal mw4avescovo mw4qBonaventura Sculco nel mw4g1765, in cui fece confluire parte del patrimonio librario di famiglia, ammontante a circa 2.000 volumi. A ricordo della sua fondazione, fu posta una lapide realizzata da Giuseppe Galzerano di Catanzaro, attualmente posta all'ingresso dell'ex seminario diocesano di Bisignano. Conserva tuttora alcune antiche pergamene in carta pecora e numerosissimi processetti matrimoniali risalenti all'epoca in cui Bisignano era diocesi autonoma.cite-ref-referencea-16-0[16]
Madonna dei Sette Veli
Luigi Falcone, nel libro mw6qLa pietà popolare in Italia, racconta che a Bisignano la Vergine è venerata sotto i due titoli della mw6gmw6wMadonna dei sette veli e mw7adell'Addolorata, il cui culto è stato importato da Foggia, dal monsignor Vincenzo Ricotta, vescovo di Bisignano dal 1896 al 1909. Il primo titolo si spiega col fatto che, secondo la leggenda, dei veli avvolgevano il quadro quando fu ritrovato in un canneto, nello stesso luogo dove, poi, fu edificata Foggia. Questo quadro è la copia di quello che si conserva nella mw7qcattedrale di Foggia.
Santa Maria di Costantinopoli
L'antica chiesetta di S. Maria di Costantinopoli, detta anche "‘A Marunnella", si chiama così perché si riteneva che la primitiva immagine venisse da Costantinopoli. Nel documento redatto dal vescovo Ruffino, la Platea, nel XIII secolo, risulta essere stata mw8aPosita intus civitatem Bisiniani, loco ubi dicitur li pignatari. Tale costruzione presenta nel registro inferiore della facciata il motivo della successione di tre arcate: quelle laterali sono cieche, mentre quella centrale è "sfondata" dall'apertura rettangolare del portone d'ingresso. Questo piano visuale principale è sormontato, nel registro superiore, dalla cornice dentellata, cui si sovrappone il timpano, sulla sommità, caratterizzato da una serie di nove arcatelle cieche, di altezza variabile digradante, che richiamano le tre arcate maggiori sottostanti. I due cantonali, ben rilevati e sagomati, trasmettono un'immagine di forza e delimitano i margini della visione frontale, nel suo complesso di estrema semplicità e linearità.cite-ref-referencea-16-1[16]
Società
Evoluzione demografica
Abitanti censiticite-ref-17[17]
Dal mw-q1861, Bisignano è stata caratterizzata da massicci flussi migratori verso l'Euoropa e il continente americano.
Tradizioni e folclore
Festa di San Francesco di Paola
Nonostante la soppressione del convento dei Minimi, ad opera dei Francesi (1809), a Bisignano, il culto e la devozione a san mwaqeFrancesco di Paola si sono mantenuti vivi. Il santo è festeggiato non solo il mwaqi2 aprile, ma anche il mwaqm14 luglio, per ricordare la protezione accordata agli abitanti in occasione del terremoto del 1767. In caso di prolungata siccità o di poggia torrenziale, è invocato dai membri delle confraternite del Rosario e dell'Immacolata Concezione con la pia pratica del mwaqqtrivulu ("lamento"). Trattasi di una pratica penitenziale, analoga a quella dei flagellanti, che dura tre giorni.cite-ref-18[18] Durante il "trivulu" la statua di mwaqkSan Francesco di Paola viene prelevata dalla chiesa di appartenenza e portata presso la cattedrale, dove viene tenuta in ostaggio finché non si ottiene la pioggia.
Economia
Attività artigianali
Fra le attività artigianali che un tempo erano svolte nella città e che in qualche modo sono sopravvissute all'evoluzione tecnologica, sono degne di nota le arti della mwaq0liuteria, le lavorazioni del mwaq4ferro e quelle della mwaq8ceramica e delle mwaraterrecotte.cite-ref-aci-19-0[19]cite-ref-guicons-20-0[20]cite-ref-portcal-21-0[21] Nel settore degli strumenti musicali merita una citazione particolare la "chitarra battente", di origini antichissime, che è considerato lo strumento caratteristico calabrese.cite-ref-caltur-22-0[22]
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 14 giugno 1999 | 6 novembre 2000 | Carmelo Lo Giudice | Indipendente | Sindaco | Dimissioni della maggioranza |
| 7 novembre 2000 | 12 maggio 2001 | | Indipendente | Commissario prefettizio | |
| 13 maggio 2001 | 29 maggio 2006 | Rosario D'Alessandro | Indipendente | Sindaco | |
| 30 maggio 2006 | 16 febbraio 2007 | Umile Bisignano | Centro-sinistra | Sindaco | Amministrazione Bisignano I (dimissioni maggioranza) |
| 17 febbraio 2007 | 28 maggio 2007 | | Indipendente | Commissario prefettizio | |
| 29 maggio 2007 | 19 aprile 2012 | Umile Bisignano | Indipendente | Sindaco | Amministrazione Bisignano II (dimissioni maggioranza) |
| 20 aprile 2012 | 07 maggio 2012 | Demetrio Martino | Indipendente | Commissario prefettizio | |
| 8 maggio 2012 | 11 giugno 2017 | Umile Bisignano | Indipendente | Sindaco | Amministrazione Bisignano III |
| 12 giugno 2017 | 16 giugno 2021 | Francesco Lo Giudice | Indipendente | Sindaco | Dimissionario dal 25 maggio 2021 |
| 17 giugno 2021 | 5 ottobre 2021 | Antonella Bardari | Indipendente | Commissario prefettizio | |
| 6 ottobre 2021 | In carica | Francesco Fucile | Indipendente | Sindaco | |
Gemellaggi
Sport
Nel comune ha inoltre sede la società di pallavolo Volley Bisignano 1983, che gareggia nel campionato di serie B nazionale. Inoltre ha sede nel comune anche la asd olimpica bisignano del mister Ermanno de marco.
È presente anche la squadra di calcio ASD Kratos che milita in promozione.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaummwauqmwauuBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwauydemo.istat.it, mwaucISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwausmwauwmwau0Classificazione sismica (mwau4mwau8XLS), su mwavarischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-44. ↑ Tratto dal sito dell'mwav4mwav8mwawaArcidiocesi di Cosenza-Bisignano mwawe(archiviato dall'mwawiurl originale il 20 ottobre 2017).
cite-note-55. ↑ mwawyTito Livio, mwawc30, 19, 10, in mwawgAb Urbe Condita.
cite-note-66. ↑ Tratto dal libro mwawwDalla Magna Grecia e delle Tre Calabrie di Nicola Leoni edito a Napoli presso la Tipografia di Vincenzo Priggiolba nel 1845.
cite-note-77. ↑ Tratto dal mwaxaDizionario Geografico ragionato del Regno di Napoli di Lorenzo Giustiniani, edito a Napoli presso Vincenzo Manfredi nel 1797.
cite-note-88. ↑ mwaxqmwaxumwaxyBisignanoinrete.com mwaxc(archiviato dall'mwaxgurl originale il 24 dicembre 2008).
cite-note-99. ↑ Tratto dal libro "Storia della Compagnie di Ventura in Italia di Ercole Ricotti"
cite-note-1010. ↑ tratto dagli Annali delle Due Sicilie, dall'origine e fondazione della monarchia fino a tutto il regno dell'augusto sovrano Carlo III Borbone di Matteo Camera
cite-note-0-112. mwayqASCS, sezione notai, Pietro Paolo Mazzei, indice degli atti, f. 158. Notizia tratta dal sito mwayumwayymwaychttps://ladridipolvere.wordpress.com.
cite-note-acs-1212. ↑ mway0mway4mway8Bisignano, su mwazaArchivio Centrale dello Stato, Ufficio araldico, Fascicoli comunali. mwazeURL consultato il 26 marzo 2022 mwazi(archiviato dall'mwazmurl originale il 26 marzo 2022).
cite-note-1313. ↑ Dal libro mwazcBisignano arte storia folklore di Gaetano Gallo fu Carlo.
cite-note-1414. ↑ Tratto dal sito: www.santumile.com
cite-note-1515. ↑ Tratto dal sito internet della parrocchia Santa Maria Assunta di Bisignano.
cite-note-referencea-1616. ↑ mwaamArcheoclub d'Italia sede di Bisignano, mwaaqmwaauLe chiese di Bisignano (mwaaymwaacDOC), su mwaagarcheoclub.eu. mwaakURL consultato il 15 dicembre 2020 mwaao(archiviato dall'mwaasurl originale il 1º gennaio 2011).
cite-note-1717. ↑ Dati tratti da: mwaa8mwabamwabemwabimwabmPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwabqmwabuPDF), su mwabyebiblio.istat.it, mwabcISTAT. mwabgmwabkmwabomwabsPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwabwesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1818. ↑ Tratto dal libro mwaceLa pietà popolare in Italia a cura di Giuseppe Maria Viscardi e Paule Lerou, edito da Edizioni di Storia e Letteratura, Roma.
cite-note-aci-1919. ↑ mwacumwacyAtlante cartografico dell'artigianato, vol.mwacc 3, Roma, A.C.I., 1985, p.mwacg 15.
cite-note-guicons-2020. ↑ mwacwmwac0mwac4Prodotti artigianali della Calabria, su mwac8guidaconsumatore.com. mwadaURL consultato il 26 maggio 2016.
cite-note-portcal-2121. ↑ mwadqmwadumwadyArtisti artigiani - La Nobile Rappresentanza Calabrese, su mwadcportalecalabria.com. mwadgURL consultato il 26 maggio 2016 mwadk(archiviato dall'mwadourl originale il 25 maggio 2016).
cite-note-caltur-2222. ↑ mwad4mwad8mwaeaL'artigianato calabrese, su mwaeecalabriaturistica.it. mwaeiURL consultato il 26 maggio 2016 mwaem(archiviato dall'mwaequrl originale il 1º luglio 2016).
cite-note-2323. ↑ mwaegmwaekmwaeoGemellaggio, su mwaesbisignanoinrete.com.
cite-note-2424. ↑ mwae8mwafamwafeBisignano Prima Categoria - Girone A, su mwafiTuttocampo.
cite-note-2525. ↑ mwafymwafcmwafgBisignano Futsal Calcio a 5 - Serie C1 - Girone Unico, su mwafkTuttocampo.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Bisignano
Collegamenti esterni